| lingua: italiano |
"Poesie per i popoli oppressi" di Edvino Ugolini, 2005
SABRA
Nelle fosse comuni hanno voluto
nascondere il grido di libertà
di un intero popolo.
Da queste fosse sono usciti indomiti
gli spiriti che ancora aleggiano
sui campi del Libano
e chiamano alla libertà e alla rinascita
di un popolo massacrato dalla politica dei potenti
e dall'odio meschino dei deboli.
Tornerà la primavera sui campi della Palestina
Tornerà il sorriso raggiante sui volti dei bambini
Tornerà la pace su questo lembo di terra.
16 settembre 1982-2005
MUNZUR
Fermeremo le vili intenzioni
Perché di questo popolo si fermi il pianto.
Respingeremo la mano usurpante
Perché questo popolo la mano sua
Tenda in un gesto di fraterna amicizia
La sola cosa che conta
Che unisce in uno scambio perenne
Di esperienze e di arcaici saperi.
Sì, fermeremo le vili intenzioni
Perché questo popolo fermi il suo pianto.
IL FIUME DI SANGUE
Il sangue di vittime innocenti
scorre ancora lento
lungo le arcane rive
di un fiume
che bagna una terra
che ospita da sempre
dolore e sofferenza
l’acqua ancora lorda
chiede giustizia
per un popolo
dilaniato dalla storia
e chiede
per quelli che ancora
continuano a sperare
un futuro di pace e fratellanza.
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