Ecco il testo completo della Novità selezionata:
codice 7
titolo dai campi del Libano
periodo 19-26 ottobre 2003
testo Sono rientrato da poco dal Libano con la missione Family Happiness organizzata da Un Ponte per… Nel corso di tale missione sono stati visitati alcuni campi profughi palestinesi del Libano. Partendo dal campo tristemente noto di Shatila, dove abbiamo avuto un attimo di raccoglimento nel sito dove sono state tumulate le salme di quasi 2000 persone uccise nel sonno durante la tragica notte del 9 settembre 1982, abbiamo percorso il paese da nord a sud facendo sopraluoghi in cinque campi profughi. Il comune denominatore è l'assoluto stato di abbandono in cui si trovano queste persone che ormai da tre generazioni sono relegate nei campi. Grazie all'Onu e alle organizzazioni di volontariato internazionale, queste persone perseguitate da un crudele destino, riescono a sopravvivere alla meno peggio, vivendo con il minimo necessario. Un'organizzazione interna ai campi permette un minimo di scolarizzazione dei bambini e un minimo di assistenza sanitaria. Anche i giovani che riescono a finire gli studi nelle scuole internazionali gestite dall'Onu non riescono a mettere a frutto le loro conoscenze in quanto ai palestinesi sono interdette la maggior parte delle professioni qualificate. Con queste premesse di segregazione e di abbandono, crescono i bambini in questi campi della vergogna che ormai nessuno sembra ricordare e che neanche la stampa degna di un accenno (non fa cronaca). I loro cugini della Palestina, benché tormentati da una guerra quotidiana, almeno vivono il loro destino sulla propria terra e sono alla ribalta della cronaca quotidiana, loro malgrado. Nonostante tutto, questo popolo indomito e fiero, non ha abbandonato l'idea di ritornare nel suo paese d'origine. Mi sono rimasti i suoni e le canzoni dei bambini nei campi, gli odori di spezie e gli occhi intensi di gente che non ha mai smesso di sperare. Un altro impegno che mi assumo da subito: aiutare i profughi palestinesi a vivere in condizioni più dignitose. A questo scopo invito le persone sensibili a contribuire alla campagna delle adozioni a distanza dei bambini palestinesi. 19-26 ottobre 2003 Riferimenti: Sono rientrato da poco dal Libano con la missione Family Happiness organizzata da Un Ponte per… Nel corso di tale missione sono stati visitati alcuni campi profughi palestinesi del Libano. Partendo dal campo tristemente noto di Shatila, dove abbiamo avuto un attimo di raccoglimento nel sito dove sono state tumulate le salme di quasi 2000 persone uccise nel sonno durante la tragica notte del 9 settembre 1982, abbiamo percorso il paese da nord a sud facendo sopraluoghi in cinque campi profughi. Il comune denominatore è l'assoluto stato di abbandono in cui si trovano queste persone che ormai da tre generazioni sono relegate nei campi. Grazie all'Onu e alle organizzazioni di volontariato internazionale, queste persone perseguitate da un crudele destino, riescono a sopravvivere alla meno peggio, vivendo con il minimo necessario. Un'organizzazione interna ai campi permette un minimo di scolarizzazione dei bambini e un minimo di assistenza sanitaria. Anche i giovani che riescono a finire gli studi nelle scuole internazionali gestite dall'Onu non riescono a mettere a frutto le loro conoscenze in quanto ai palestinesi sono interdette la maggior parte delle professioni qualificate. Con queste premesse di segregazione e di abbandono, crescono i bambini in questi campi della vergogna che ormai nessuno sembra ricordare e che neanche la stampa degna di un accenno (non fa cronaca). I loro cugini della Palestina, benché tormentati da una guerra quotidiana, almeno vivono il loro destino sulla propria terra e sono alla ribalta della cronaca quotidiana, loro malgrado. Nonostante tutto, questo popolo indomito e fiero, non ha abbandonato l'idea di ritornare nel suo paese d'origine. Mi sono rimasti i suoni e le canzoni dei bambini nei campi, gli odori di spezie e gli occhi intensi di gente che non ha mai smesso di sperare. Un altro impegno che mi assumo da subito: aiutare i profughi palestinesi a vivere in condizioni più dignitose. A questo scopo invito le persone sensibili a contribuire alla campagna delle adozioni a distanza dei bambini palestinesi. 19-26 ottobre 2003 Riferimenti: www.unponteper.it www.socialcare.org
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