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Il triestino Edvino Ugolini, volontario in missioni umanitarie, racconta gli ultimi incontri di lavoro con la rapita «La Torretta, ragazza semplice e piena di volontà» |
TRIESTE «Io una delle due ragazze rapite in Iraq la conosco bene. Ho visto
Simona Torretta un anno fa: ero andato a Baghdad con una missione
umanitaria, con noi c’era anche il pediatra Marino Andolina. Mi aveva
colpito la forza d’animo, la volontà, la determinazione di Simona. È una
ragazza semplice. Il suo lavoro non è facile».
Ha gli occhi lucidi Edvino Ugolini , 53 anni, triestino, dipendente
dell’Azienda di soggiorno e volontario nelle missioni umanitarie
internazionali. Dall’Iraq alla Palestina. Un impegno che lo ha portato
spesso al fianco degli operatori di «Un ponte per...». Da due giorni è in
costante contatto con gli altri volontari italiani che conoscono Simona
Torretta e Simona Pari. Telefonate preoccupate. Ma nessuno intende abbassare
la guardia: «I volontari stanno rientrando in Italia ma presto torneremo a
Baghdad».
Una fermezza che appartiene anche a Simona Torretta. «Mi rendo conto –
prosegue il volontario triestino – che laggiù la situazione sta
drammaticamente precipitando. Ma dobbiamo difendere la pace. Dobbiamo
lottare per dare un futuro a quella gente. Ho pensato più volte a come
starei io se fossi al posto di Simona e della sua amica se mi avessero
rapito. Lo so che avrei paura, è inevitabile. Ma so anche che prevarrebbe
l’ottimismo. Non posso pensare chi ha sequestrato le due volontarie non si
renda conto che queste due donne sono lì in Iraq per aiutare la gente e
soprattutto i bambini. Sarebbe controproducente far loro del male. Per
questo penso che la vicenda si concluderà bene, che presto saranno liberate.
Quel sequestro è stato sicuramente un errore e trattenere le due volontarie
potrebbe portare a gravi ripercussioni per la popolazione».
Parla tutto d’un fiato Ugolini. Aneddoti si sovrappongono a valutazioni. «Ho
visto Simona nella sede di ’Un ponte per Baghdad, proprio dove è stata
rapita due giorni fa. Lavorava senza sosta. Giorno e notte. Se c’era bisogno
di aiutare una donna o un bambino, non si tirava mai indietro. Una forza
incredibile per una ragazza di 29 anni. Ma chi non l’ha vista direttamente
all’opera probabilmente non può capire l’importanza del suo impegno in Iraq.
Io c’ero e so quanto abbia dato per aiutare quella gente in quei momenti
terribili», ricorda il volontario triestino.
Ugolini, in attesa di poter tornare in Iraq, oggi sarà in piazza della Borsa
a manifestare contro la guerra. «Quella in onore della Pozzuolo in piazza
dell’Unità non è una festa. La manifestazione è stata voluta solo per motivi
politici. Come pacifisti siamo contro a queste sfilate. Vogliamo che
rientrino tutti i militari dall’Iraq. Non basta la Pozzuolo. Allora sì che
sarà giusto fare una festa, una grande festa per la pace...».
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