presentazione bibliografia novità librerie eventi immagini contatto
Ritorno alla pagina precedente
Ecco il testo completo dell'articolo richiesto:
Articolo n° 1
testata: IL PICCOLO - Trieste
pubblicato il: 09/09/2004
titolo Il triestino Edvino Ugolini, volontario in missioni umanitarie, racconta gli ultimi incontri di lavoro con la rapita «La Torretta, ragazza semplice e piena di volontà»
TRIESTE «Io una delle due ragazze rapite in Iraq la conosco bene. Ho visto Simona Torretta un anno fa: ero andato a Baghdad con una missione umanitaria, con noi c’era anche il pediatra Marino Andolina. Mi aveva colpito la forza d’animo, la volontà, la determinazione di Simona. È una ragazza semplice. Il suo lavoro non è facile».
Ha gli occhi lucidi Edvino Ugolini , 53 anni, triestino, dipendente dell’Azienda di soggiorno e volontario nelle missioni umanitarie internazionali. Dall’Iraq alla Palestina. Un impegno che lo ha portato spesso al fianco degli operatori di «Un ponte per...». Da due giorni è in costante contatto con gli altri volontari italiani che conoscono Simona Torretta e Simona Pari. Telefonate preoccupate. Ma nessuno intende abbassare la guardia: «I volontari stanno rientrando in Italia ma presto torneremo a Baghdad».
Una fermezza che appartiene anche a Simona Torretta. «Mi rendo conto – prosegue il volontario triestino – che laggiù la situazione sta drammaticamente precipitando. Ma dobbiamo difendere la pace. Dobbiamo lottare per dare un futuro a quella gente. Ho pensato più volte a come starei io se fossi al posto di Simona e della sua amica se mi avessero rapito. Lo so che avrei paura, è inevitabile. Ma so anche che prevarrebbe l’ottimismo. Non posso pensare chi ha sequestrato le due volontarie non si renda conto che queste due donne sono lì in Iraq per aiutare la gente e soprattutto i bambini. Sarebbe controproducente far loro del male. Per questo penso che la vicenda si concluderà bene, che presto saranno liberate. Quel sequestro è stato sicuramente un errore e trattenere le due volontarie potrebbe portare a gravi ripercussioni per la popolazione».
Parla tutto d’un fiato Ugolini. Aneddoti si sovrappongono a valutazioni. «Ho visto Simona nella sede di ’Un ponte per Baghdad, proprio dove è stata rapita due giorni fa. Lavorava senza sosta. Giorno e notte. Se c’era bisogno di aiutare una donna o un bambino, non si tirava mai indietro. Una forza incredibile per una ragazza di 29 anni. Ma chi non l’ha vista direttamente all’opera probabilmente non può capire l’importanza del suo impegno in Iraq. Io c’ero e so quanto abbia dato per aiutare quella gente in quei momenti terribili», ricorda il volontario triestino.
Ugolini, in attesa di poter tornare in Iraq, oggi sarà in piazza della Borsa a manifestare contro la guerra. «Quella in onore della Pozzuolo in piazza dell’Unità non è una festa. La manifestazione è stata voluta solo per motivi politici. Come pacifisti siamo contro a queste sfilate. Vogliamo che rientrino tutti i militari dall’Iraq. Non basta la Pozzuolo. Allora sì che sarà giusto fare una festa, una grande festa per la pace...».
Corrado Barbacini
inediti
stampa